venerdì 25 marzo 2011

NARRA UNA STORIA CON I PERSONAGGI, LUOGHI, COSE DESCRITTI PRECEDENTEMENTE

La storia:

In un giorno di nebbia Nevina partì da Bellaroccia con tutto l’occorrente per sopravvivere e si incamminò verso nord.
Ma quando si trovò ai piedi delle montagne morte aveva un po’ di paura e non riuscì a scalarle perché erano troppo alte quindi gli toccò aggirarle.

Dopo alcuni giorni riuscì ad aggirarle e si trovò nella terra dell’ovest dove dovette entrare nel bosco smeraldo.
Quello stesso giorno Sanidino era andato insieme ai suoi amici a fare un’escursione nel bosco.
Lui si era opposto ma i suoi genitori lo avevano costretto ad andarci perché era sempre in casa a leggere.
Lui e gli amici si erano divisi per dei sentieri e lui aveva iniziato ad avere paura.
Verso sera  si accampò nel bosco e la mattina all’alba sentì degli strani rumori provenire dalle fitta boscaglia.
Si fece coraggio, scostò i rami ma non vide nessuno.
Dal fruscio saltò fuori Nevina e fecero subito amicizia e gli chiese se poteva aiutarla a venire fuori dal bosco.
Sanidino aiutò Nevina e quando uscirono dalla foresta lei dovette proseguire il suo viaggio verso la terra del nord per essere più lontano possibile da Bellaroccia.
Sanidino decise di accompagnarla e lo scrisse su un foglio che poi fece consegnare ai genitori.
Prima di partire però voleva far vedere picco argento a Nevina.
Quando giunsero su picco argento c’era una fontana degradata e sul fondo c’era scritto che nell’isola mezzaluna si celava un principe senza corona con un medaglione regale.
Allora vollero andare a scoprire chi era il principe dell’ isola di mezzaluna dato che l’isola era da tempo senza un re perché non c’era un principe ereditario che potesse prendere il comando; da allora molte persone se la contendevano.
Allora Sanidino si ricordò di un vecchio cavaliere che aveva una casa sui monti della criniera di cavallo e andarono a chiedere informazioni di quella scritta.
Arrivati ai piedi dei monti dovettero scalarli ma sanidino aveva portato l’attrezzatura necessaria e iniziarono ad arrampicarsi.
Man mano che salivano le rocce continuavano a rompersi e oramai era impossibile scendere perché c’erano pochi appigli.
Sanidino si chiedeva come il cavaliere potesse venire giù in città senza cadere.
Arrivati in cima videro la casa e il cavaliere li invitò all’interno.
Gli offrì da mangiare  e poi loro gli chiesero se aveva letto l’iscrizione sul fondo della fontana.
Lui annuì e gli disse che la leggeva ogni volta che andava su picco argento per godersi il panorama e poi gli disse che per lui era tutto vero.
Nevina e Sanidino ringraziarono Fortebraccio e gli chiesero se c’era un passaggio per scendere alle montagne senza pericolo e lui gli fece vedere una serie di cunicoli che aveva costruito per scendere e salire.
Dopo che furono arrivati in fondo ai cunicoli si diressero verso l’isola di mezzaluna ma sbagliarono strada e si ritrovarono nella terra del nord.
Si addentrarono nel bosco dei verdi germogli e dopo aver camminato per alcune ore  trovarono delle sentinelle e loro dopo avergli detto perché erano in quel luogo li accompagnarono verso mesto rifugio.
A mesto rifugio incontrarono Favilla, una ragazza più o meno della loro età. Gli raccontarono tutta la storia e decisero di accompagnarli fino all’isola di mezzaluna per evitare che si perdessero di nuovo.
Dopo circa mezz’ora sbucarono sull’isola di mezzaluna ma oramai era sera allora si fermarono in una locanda a dormire.
Il mattino decisero di andare nelle scuole per vedere se c’erano dei ragazzi con dei medaglioni.
Entrarono nella scuola durante l’intervallo e poi si divisero per cercare il ragazzo.
Nevina cercò tra i ragazzi più piccoli di lei ma non trovò nessuna persona con un medaglione.
Neanche Favilla ebbe molto successo, cercò tra i ragazzi della sua età ma non trovò nessuno: al contrario fece molte amicizie.
Sanidino invece cercò tra i ragazzi più grandi di lui e trovò una persona con un medaglione.
Il ragazzo si chiamava Berillo e Sanidino andò a chiamare Nevina e Favilla e si radunarono nel cortile della scuola.
Sul retro del medaglione era incisa una scrittura in una lingua sconosciuta e Favilla pensò di tornare a mesto rifugio per far leggere l’iscrizione ad una anziana signora molto saggia di nome Hulmus.
Tornarono verso mesto rifugio e in una casetta costruita sulla cima di un albero trovarono Hulmus che dopo avere letto l’iscrizione sul medaglione gli disse che Berillo era veramente il principe di mezzaluna ma gli disse che per avere conferma dovevano andare dalla Quercia fatata.
Si incamminarono verso il centro e quando arrivarono da quercia lei fu molto felice di vedere compagnia intorno a sé.
Loro gli dissero cosa era scritto sul medaglione e lei confermo tutto dicendo che anche lei conosceva la profezia e che Berillo era il principe.
Allora tornarono sull’isola di mezzaluna, andarono nella piazza principale e chiesero l’attenzione di tutti.
Dissero alla popolazione che Berillo era il principe dell’isola di mezzaluna ma nessuno li crebbe.
Ma tra la folla c’era un saggio che volle leggere l’iscrizione sul medaglione e confermò quello che avevano detto i ragazzi.
Furono convocati molti saggi per leggere l’iscrizione sul medaglione e tutti diedero lo stesso responso: lui era il legittimo re dell’isola.
Dopo circa una settimana Berillo fu incoronato re e Nevina, Favilla e Sanidino divennero u suoi fidati consiglieri.

Giulia porta 2 a media Pellegrino P.se